Incontro con tutte le domeniche di Roma

venerdì 18 gennaio ore 19

Via Costanzo Cloro 58, Roma

Associazione Culturale WSP Photography

presenta

tutte le domenche di Roma

Presentazione progetto fotografico di Simona Pampallona e Ylenia Sina

L’Associazione Culturale WSP Photography propone l’incontro con la fotografa Simona Pamapallona e la giornalista Ylenia Sina per presentare un progetto che le ha viste impegnate nel raccontare con immagini e testi la città di Roma da un insolito punto di vista: quello della domenica e attraverso uno strumento particolare: un blog.

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Secondo l’antropologo Marc Augé le città al tempo della surmodernità si misurano sui non-luoghi. Strade a scorrimento veloce, svincoli, aeroporti – quanto gli stessi mezzi di trasporto o i grandi centri commerciali. Il contrario di una dimora, di una residenza, di un luogo nel senso comune del termine.
Tutte le domeniche di Roma è un lavoro che indaga l’esatto opposto. Piazze, parchi e strade che in un tempo preciso della settimana, la domenica, diventano luoghi d’identità e socialità per le comunità straniere di una Roma città multietnica. Luoghi che nel giorno di riposo dal lavoro vengono abitati, diventano spazio di incontro tra immigrati che conoscono le stesse terre d’origine e vivono la stessa città.
O più semplicemente un modo per divertirsi tra amici e condividere le proprie tradizioni.
Tutte le domeniche di Roma è un lavoro fatto di immagini, parole e voci. Uno sguardo doppio per una narrazione collettiva. Il racconto lucido di un’esplorazione in città.

Simona Pampallona è una fotografa free-lance che lavora nel campo del reportage. Collabora anche come fotografa di scena per il cinema. Ha vinto la borsa di studio per il Foundry Photo Festival ed è tra i vincitori del Winephoto. Il suo sito è simonapamp.com
Ylenia Sina è una giornalista free-lance che collabora con varie testate nazionali tra cui il manifesto e Altreconomia e con il sito Romatoday.it. Autrice nel 2010 del libro In prima persona (Ed. Alegre) e nel 2011 di Roma come Napoli (Ed. Castelvecchi).

Insieme hanno ideato questo progetto e ne presenteranno un estratto durante l’incontro.
Ingresso gratuito riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento. Costo della tessera annuale ENAL 3 euro.

Ufficio Stampa WSP Photography
Daniela Silvestri 3394009290 David Scerrati 3284135383
http://www.collettivowsp.orginfo@collettivowsp.org

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Pausa per Tutte le domeniche di Roma

Tutte le domeniche di Roma si è preso una pausa.

Vi aggiorneremo nei prossimi mesi con nuove domeniche.

Grazie per averci seguito.

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la quinta domenica. La scuola bengalese a Tor Pignattara

Tor Pignattara. La domenica mattina per molti bambini bengalesi si va a scuola. Le stanze sono quelle del circolo del partito di Rifondazione comunista, in via Bordoni, nel centro del quartiere romano in cui molta della popolazione immigrata proviene proprio dal Bangladesh. Si studia matematica, letteratura, inglese, scienze, religione. «Proprio come alla scuola elementare» mi spiega una bambina di sette anni durante la pausa della lezione. «Solo che leggiamo e scriviamo in bengalese. Io sono nata qui ma voglio poter leggere la lingua dei miei genitori».
Come lei, tutti i suoi compagni di classe, la classe “della domenica”, sono nati in Italia. Solo un ragazzo, un po’ più grande, che è arrivato in questo Paese a sei anni. «Ma dopo cinque anni di scuole elementari e tre di medie oramai sono romano» dice ridendo. E se non fosse per la sua pelle olivastra, l’accento con cui parla l’italiano non lo tradisce. «L’ultima volta che sono tornato al mio Paese, dai miei nonni e dai miei cugini, non ero in grado nemmeno di leggere i cartelli per la strada». Continua a leggere

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Tutte le immagini della domenica bengalese

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Tutte le immagini della domenica etiope

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La quarta domenica. Gli etiopi a via Cavour

“Salve a te, Patto di Misericordia, mia speranza che giustifichi il peccatore e che cerchi una sola pecora che fu smarrita tra le novantanove. / Salve a te, Patto di Misericordia, colonna che il Signore eresse, affinché tu sia segno di salvezza per tutti i peccatori, fortifica l’amore. / Salve a te, Patto di Misericordia, oro, corona di ogni bene, tu sei il tesoro del povero e la ricchezza che è in cielo”. [Muovi le corde della mia anima, Inni e preghiere della chiesa etiope]

Roma. All’uscita della linea B della metropolitana, fermata Cavour, non ci si accorge subito che la chiesa gialla che si innalza al bivio con via Lanza di domenica è un punto di ritrovo, nelle sue stanze più profonde, per decine di persone. Eppure, basta sapere che lì si celebra il rito della Chiesa ortodossa etiope per accorgersi che con una costanza sempre più frequente ma mano scorre il tempo i fedeli si avvicinano a due porticine poste ai lati dell’edificio a cui si accede tramite due scalette che scendono di una manciata di metri in una grande stanza seminterrata. A sinistra le donne. A destra gli uomini. Una disposizione che rimane anche dentro, tra i banchi della chiesa. Quando la liturgia inizia, il tempo viene sospeso e tutto è concentrato sulla preghiera. Il rito inizia alle otto di mattina e finisce intorno a mezzogiorno. “Le ore non si contano quando si prega, si legge la Bibbia, soprattutto il Vecchio Testamento, si cerca di capirla e interiorizzare cosa ci dice” spiega Sara, la nostra guida, pratica e spirituale, nelle stanze del culto etiope in cui si parla il Ghe’ez, la lingua classica degli altopiani abissini, che dopo essere stata abbandonata dalla gente comune è rimasta la lingua dotta delle scritture e delle liturgie. Continua a leggere

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La terza domenica. Tra l’Eur e Piazza Manila

Roma. Il parco che circonda il laghetto artificiale dell’Eur è grande e trovare il punto di ritrovo della tranquilla domenica filippina diventa quasi una caccia al tesoro tra il vociare delle famiglie romane con passeggini e palloncini colorati e chi, all’ombra degli alberi, non vede l’ora di passare il pomeriggio a riposare. La “domenica filippina” si riunisce davanti alla fermata della metropolitana Eur Fermi. Se alzi gli occhi, si vede l’alto palazzone dell’Eni in cui si specchia l’acqua ferma del laghetto. Una sorta di piccola impresa a gestione familiare ha allestito un banco vendita artigianale con grandi contenitori pieni di cibo. Il riso thai bollito è la base di tutti i piatti che vengono proposti. C’è una zuppa con carne di pollo e erbe verdi. Una con grossi pezzi di pesce spada cucinato con verza e limone. Un’altra con lenticchie e verdure miste. Sugo di carne con piselli e carote. Pescetti fritti. Pollo fritto. La scena è quella di una mensa all’aperto a cui non si servono solo i filippini che poi continueranno a passare il pomeriggio a giocare a carte insieme. L’appuntamento sembra conosciuto non solo in terra filippina. Alcuni stranieri che passano la domenica nei pressi della fermata della metropolitana non disdegnano un piatto di cibo buono a pochi euro. Per i ragazzi italiani invece è un modo per rimediare una birra fresca. Ci avviciniamo anche noi. L’approccio non è socievole, ma aperto. E il pranzo è davvero buono. Pibi aiuta il padre a servire il pranzo. “Io sono in Italia da circa dieci anni ma i miei genitori da prima. La domenica veniamo qui per riposarci anche se io in realtà sto lavorando” racconta con un occhio rivolto al banchetto, attento alle richieste di eventuali clienti. “Rimango qui fino a che tutti non se ne sono andati per pulire il parchetto, non vogliamo che qualcuno si lamenti che ci riuniamo qui”. Continua a leggere

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